Scozia: lo scenario economico dell'indipendenza

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Un maggiore benessere o troppi rischi? Gli scozzesi sono divisi anche sull’indipendenza economica dal Regno Unito. Per i fautori del sì la Scozia senza Londra sarebbe libera in materia fiscale e potrebbe così ridistribuire le ricchezze in modo più equo.

Gli indipendentisti sottolineano che il prodotto interno lordo procapite degli scozzesi è tra i più elevati d’Europa, più di Regno Unito, Italia e Francia. La ricchezza prodotta in Scozia rappresenta circa un decimo di quella britannica.

Ivan McKee è un imprenditore favorevole all’indipendenza. “Il pil pro-capite è più elevato rispetto al resto del Regno Unito, questo è un Paese ricco, ma la ricchezza non resta qui al servizio di economia, imprese e popolazione. Con l’indipendenza invece controlleremmo tutto”.

Se vincesse il sì, si aprirebbero trattative sulla ripartizione dei giacimenti petroliferi, sui quali si basa la ricchezza scozzese. Attualmente il 96% della produzione petrolifera britannica viene effettuata in acque territoriali scozzesi. Con l’aumento dei costi di estrazione e l’estinzione dei giacimenti entro quarant’anni, come prevedono vari studi, la Scozia non potrebbe più spendere come adesso.

David Phillips, economista dell’Istituto per gli Studi Fiscali a Londra: “Nel lungo periodo le entrate petrolifere diminuiranno fino a raggiungere livelli insignificanti. La popolazione invecchia più rapidamente rispetto al resto del Regno Unito, quindi a meno che non riesca a far crescere l’economia per compensare questi punti negativi, è probabile che la Scozia debba far fronte a ulteriori pressioni sul proprio bilancio. Di conseguenza ci sarebbe un aumento delle tasse o un maggiore taglio alla spesa nel lungo periodo”.

Gli indipendentisti ribattono che i proventi del petrolio aumenteranno grazie al miglioramento delle techiche di perforazione e che questo garantirà entrate fiscali pari a circa 70 miliardi di euro entro il 2018. Attualmente il gettito fiscale della Scozia rappresenta circa il 9% di quello del Regno Unito.

Banche e moneta sono altri due punti fondamentali: Royal Bank of Scotland ha già detto che si trasferirà in Inghilterra se vince il sì. Per quanto riguarda la sterlina, il primo ministro scozzese Alex Salmond vuole mantenerla e creare un’unione monetaria con il Regno Unito. In caso di rifiuto, la Scozia indipendente non si farebbe carico di parte del debito pubblico britannico.

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