Bosnia-Herzegovina: verso il successo degli opposti nazionalismi

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L’ormai certa affermazione di opposti nazionalismi alle elezioni rischia di aggravare la paralisi politica della Bosnia- Herzegovina.

La convivenza si annuncia difficile soprattutto per la presidenza tripartita del paese, dove i leader delle tre comunità saranno chiamati a non facili compromessi.

Il croato Dragan Covic siederà accanto alla serba Zeljka Cvijanovic: candidata dell’Alleanza dei Socialdemocratici indipententi attualmente al potere e prima donna ad occupare questa poltrona.

Con loro si conferma per i musulmani Bakir Izetbegovic, che si avvia così ad un nuovo mandato quadriennale nell’esercizio di questa carica, di rilievo soprattutto sul piano della politica estera.

Un astensionismo che sfiora il 55% conferma però la disillusione
nei confronti di una politica, da molti percepita come inerte e fumosa.

Le voci raccolte a Banja Luka rivelano un misto di rabbia e rassegnazione, soprattutto per la disastrata situazione economica di un paese, dove quasi un quinto della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.

“Si deve fare qualcosa – dice un giovane -. Non si può andare avanti così”.

Un appello ripreso da un altro elettore, che contro una disoccupazione al 44% invita la politica a investire soprattutto nella creazione di nuovi posti di lavoro.

Nelle analisi che trovano oggi posto sui quotidiani locali, l’ottimismo non la fa però da padrone. E tra le voci che si levano c‘è chi parla addirittura di un ritorno al passato
degli anni ’90, qui sinonimo di
deflagranti spinte nazionaliste.

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