"Stasera niente di nuovo" (1942), regia di Mario Mattoli, con Alida Valli, Carlo Ninchi, Antonio Gandusio, Giuditta Rissone, Dina Galli, Armando Migliari, Aldo Rubens, Paolo Bonecchi, Achille Majeroni, Tina Lattanzi, Niní Gordini Cervi, Cesarina Gheraldi, Anna Maestri, Marisa Merlini, Olga Capri, Armida Bonocore, Anna Carena, Tino Scotti, Giovanni D'Anzi, Angelo Gandolfi, Gilda Marchiò, Giovanni Moneta, Aldo Pini, Vinicio Sofia. Musiche di Ezio Carabella, sceneggiattura di Luciano Mattoli, Mario Mattoli, Aldo De Benedetti, Marcello Marchesi.
“Stasera niente di nuovo” e’ opera di Mario Mattoli, celebre per le sue commedie leggere con Toto’, ma qui bravo a disegnare un melodramma vero e proprio, molto prima che i melo’ invadessero le sale italiane. Interpretato da Alida Valli e Carlo Ninchi, il film ha una sua nota ‘crepuscolare’ e ‘maliconica’ che davvero lo distingue dalle altre produzioni del periodo bellico. Alida Valli canta qui la famosa canzone di Giovanni D'Anzi "Ma l'amore no" che poi non ha mai inciso a parte.
Rimando alla ottima recensione disponibile qui:
https://monsieurmabeuf.wordpress.com/2013/12/25/stasera-niente-di-nuovo/
“Il 25 dicembre del 1942 sarà l’ultimo Natale fascista del nostro paese. La guerra è cominciata da due anni ma è ancora lontana nei trionfalistici richiami dei filmati Luce. La vigilia di Natale esce al cinema l’ultimo film di quella che sarà chiamata trilogia mattoliana “I film che parlano al vostro cuore”. Dopo “Luce nelle tenebre” e “Catene invisibili” è la volta di “Stasera niente di nuovo” che chiude il ciclo. (...) Mario Mattoli regista che più di ogni altro sarà legato al nome di Totò dirigendolo in ben 16 film, con “Stasera niente di nuovo” tratteggia amaramente un’Italia inconsapevole, sull’orlo del baratro e senza speranze. Pochi giorni prima, l’11 dicembre, l’Armata Rossa sferra un duro contrattacco all’ 8ª Armata Italiana in Russia e dopo 5 giorni i russi sfondano le linee italiane. Inizia così, in condizioni climatiche estreme, la ritirata di Russia. 84.930 alpini dell’ ARMIR moriranno in silenzio. Di tutto questo in Italia non si sa nulla, lo sanno forse i protagonisti ingabbiati dentro il film, ma tacciono. Cesare Manti, interpretato da Carlo Ninchi, è un giornalista spiantato che attraversa un periodo di crisi nonostante il talento che ha dimostrato in passato. Vive in una modesta pensione gestita da Clara (Giuditta Rissone) ed è qui che inizia il film (...)”