«Quale sia l’appello in coscienza lo sappiamo tutti: non bisogna tacere, non bisogna permettere che continui questo genocidio, questo massacro. Dobbiamo trovare tutti i modi per denunciarlo, costi quel che costi. Un’azione che forse – sorride ora don Nandino Capovilla - può costare anche cambiare programma di viaggio, e non poter tornare in Palestina».Si schermisce, niente affatto spaventato dall’accaduto ma rammaricato, quello sì, di essere stato bloccato e respinto ieri, 11 agosto, all’aeroporto di Tel Aviv e non aver potuto continuare a vedere con i propri occhi la terra martoriata di Gaza e Cisgiordania. Espulso dalla Terrasanta e rimpatriato nel giro di poco più di una notte, continua a ripeterlo don Nandino Capovilla, appena messo piede questa mattina sul suolo italiano: «Non sono io la notizia, ma tutto quello che sta accandendo in Terrasanta»”.