Al cinema dal 28 ottobre, il documentario di Davide Ferrario Italo Calvino nelle città è un percorso tra reale e immaginario. Un viaggio attraverso le città "visibili" in cui lo scrittore ha vissuto e che ha amato (da Sanremo a New York). E quelle fantastiche, modellate per il libro Le città invisibili, edito da Einaudi nel 1972 (che si presenta come una serie di relazioni che Marco Polo fa a Kublai Kan imperatore dei Tartari). Tra queste ultime, Moriana, con un'onirica Violante Placido: è la città bifronte e senza spessore, che «consiste solo in un dritto e in un rovescio, come un foglio di carta».
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Una clip dal film Italo Calvino nelle città con Violante Placido
Da un lato, c'è la città acquatica e geometrica, che, come racconta Calvino attraverso la figura di Violante Placido, ha «porte d’alabastro trasparenti alla luce del sole le colonne di corallo che sostengono frontoni incrostati di serpentina, le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa». Dall'altro, però, c'è il rovescio. «L'uomo sa già che città come queste hanno un rovescio».
Un documentario tra città reali e città invisibili, con Valerio Mastrandrea
Realizzato in occasione del centenario della nascita di Italo Calvino (a L’Avana, Cuba, il 15 ottobre 1923), è stato scritto da Davide Ferrario a quattro mani con Marco Belpoliti adattando i testi dello scrittore. Se la dimensione onirica delle città invisibili è affidata a Violante Placido, la parte "reale", descritta attraverso filmati d’epoca, interviste, fotografie, si regge sui monologhi di Filippo Scotti, Alessio Vassallo e Valerio Mastandrea, che interpretano Calvino in momenti differenti della sua vita.
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Un'immagine inedita di Italo Calvino
È la terza volta che Ferrario si confronta con un protagonista della nostra letteratura, dopo Umberto Eco – La Biblioteca del mondo e La strada di Levi.
Di Calvino restituisce un'immagine nuova, molto ironica, riscoprendo (grazie alla collaborazione con Sugar Music e Caterina Caselli) il Calvino paroliere. Lo scrittore ha infatti lavorato insieme al compositore Luciano Berio per l’“azione teatrale” Allez-Hop, del 1959, in cui si narra la storia di una pulce che, durante uno spettacolo, scappa dal suo domatore e decide di rallegrare il mondo. Dalla canzone scritta da Calvino Ora mi alzo Raphael Gualazzi ha tratto una cover ambientata a New York, inclusa nel film.