(LaPresse) Nel 2025 diversi studi scientifici hanno lanciato nuovi avvertimenti sulla crisi della biodiversità: numerose specie animali sono in declino in diverse parti del mondo. Tra queste le farfalle, la cui popolazione secondo Science è diminuita negli Stati Uniti del 22% dal 2000: 114 specie sono in calo a causa di pesticidi o cambiamenti climatici. Crollano anche i pinguini imperatori dell’Antartide (-22% di popolazione) a causa della diminuzione drammatica del ghiaccio marino, passato nel 2025 a solo 1.030 km³: i ricercatori avvertono che se il riscaldamento globale procede a questo ritmo, la specie rischia l’estinzione entro il 2100, e l’aumento di piogge e predatori aggrava la situazione. In Sudafrica e Namibia il pinguino africano è sceso da un milione di coppie negli anni ‘20 del Novecento a meno di novemila oggi: gli individui adulti sono in totale 19.800; nel 2025 un tribunale ha imposto la creazione di zone di pesca proibita vicino alle colonie, ma gli esperti affermano che serviranno misure più ampie per salvarli. A forte rischio anche i rinoceronti: il Sudafrica, che ne ospita la maggior parte, ha ricordato che nel Paese rimangono solo 26.700 esemplari, di cui circa 2mila neri, una crisi aggravata dal bracconaggio orchestrato da reti di criminali. Nel parco di Jigokudani (Nagano, Giappone), celebre per le scimmie che si bagnano nelle sorgenti calde, i custodi sono preoccupati: nel 2024 i visitatori hanno raggiunto un record: molti dei 257mila turisti interferiscono con gli animali alimentandoli o lanciando oggetti, con rischi per la loro salute e sicurezza.