Allo scoccare della mezzanotte, Napoli ha fatto ciò che le riesce meglio: trasformare la notte in giorno. Il cielo si è acceso di lampi e colori, il Golfo ha vibrato di boati, cori e luci, in un rito collettivo che mescola sacro e profano, superstizione e pura gioia di vivere. Così la città ha salutato l’arrivo del 2026, con uno spettacolo pirotecnico che non ha eguali.
Questo straordinario tripudio di fuochi d’artificio è stato immortalato dal visual artist Mario Amura nel progetto Napoli Explosion. Da quindici anni, Amura trascorre la notte di Capodanno sul Monte Faito, balcone naturale affacciato sul Golfo e sul Vesuvio, per osservare e catturare dall’alto un rituale antico quanto la città stessa. Un’esplosione di suoni e bagliori che, secondo la tradizione, scaccia gli spiriti maligni e richiama quelli benevoli, augurando fortuna e rinascita. Il risultato è un video ipnotico, potente, quasi primordiale, che restituisce l’anima più autentica di Napoli. Il filmato si inserisce nel più ampio progetto Napoli Explosion, le cui opere sono esposte fino al 22 marzo nella mostra curata da Sylvain Bellenger presso il Real Albergo dei Poveri di Napoli. «Quest’anno lo spettacolo assume un significato speciale: Neapolis celebra 2500 anni di storia, e il rituale contemporaneo dei fuochi diventa un ponte tra tempo antico e presente, tra mito, devozione popolare e vita urbana», afferma Laura Valente, direttrice delle celebrazioni Napoli2500 del Comune di Napoli.
La colonna sonora è una rivisitazione originale del compositore Luca De Gregorio dell’Opera 57 (1814) di Saverio Mercadante. Maggiori info su www.napex.art
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