Le immagini da Bukovel, il centro nevralgico del turismo invernale dei Carpazi ucraini. All’inizio ormai del quinto anno di guerra, il paese ne è segnato: «Ma resiste la voglia di evasione, è sempre stato così. In guerra la gente cerca di dimenticare – racconta Lorenzo Cremonesi – La maggior parte dei turisti è ucraina». Negozi e mercatini sono alimentati elettricamente grazie a dei generatori: la corrente viene distribuita a singhiozzo: «Circa 6,7 ore al giorno – continua – E le piste vengono innevate con neve artificiale». Dunque, la vita continua nonostante il conflitto: «È uno dei punti su cui si è più volte battuto Zelensky – spiega - Vuole che la gente continui a condurre, per quanto possibile, una vita normale». Il sergente Maksim, 21 anni, è stato ferito a Kherson: ha perso l’occhio destro ed è stato ferito gravemente alla spalla: «È venuto qui a prendere un po’ di vacanza con la sua fidanzata», spiega Cremonesi.