"Chi mi ama mi segua": la storia geniale e incredibile di Oliviero Toscani è da vedere stasera in tv

AMICA 2026-01-13

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Poche persone hanno saputo influenzare l'immaginario collettivo come Oliviero Toscani. Più di un fotografo. Un artista che usava l'immagine per dire altro. Per raccontare altro. In un mondo che stava per esplodere. Come mostra la clip, che vi mostriamo qui sopra, di Chi mi ama mi segua. Il documentario in arrivo su Sky Arte stasera in tv alle ore 21.15, visibile in contemporanea streaming su Now e disponibile on demand.

Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua non è solo un film documentario. Vuole essere un viaggio dentro la visione di un artista che ha sfidato le convenzioni e aperto nuove strade alla comunicazione visiva. Come con i Jesus Jeans raccontati della clip.
Di cosa parla Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua
È passato un anno dalla morte prematura del fotografo, affetto da una malattia degenerativa. Per questo Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua ha lo scopo dichiarato di esplorare la vita, il pensiero e l’eredità artistica di uno dei più influenti fotografi italiani del Novecento. Attraverso un racconto intimo e sorprendente e testimonianze inedite ed eccezionali, l’opera restituisce la complessità di un autore che ha trasformato la fotografia in un linguaggio civile. Capace di incidere sul costume, sulla politica e sull’immaginario collettivo. È anche un’opera che invita a interrogarsi sul potere delle immagini e sul loro ruolo nella società di oggi.

Il regista Fabrizio Spucches, che ha condiviso con Toscani oltre dieci anni di collaborazione, ha raccolto e ordinato il vasto archivio privato del fotografo. Immagini, video e materiali inediti che diventano oggi fonte viva di un racconto che intreccia memoria e contemporaneità. Da questo lavoro nasce un ritratto autentico, costruito su un dialogo diretto tra maestro e allievo, dove l’arte si fa testimonianza e riflessione sul nostro tempo. Un ritratto che si arricchisce dei punti di vista di personaggi che con Toscani hanno vissuto e lavorato: Patti Smith, Fran Lebowitz, Luciano Benetton, Nicolas Ballario, Jean-Charles de Castelbajac e Vittorio Moretti.

[caption id="attachment_1510927" align="aligncenter" width="635"] Alcune immagini realizzate da Oliviero Toscani nel corso della sua carriera (foto di Oliviero Toscani - Archivio Benetton / ufficio stampa Sky)[/caption]
Oliviero Toscani, un padre e un maestro
«Oliviero, per me, era come un padre», esordisce Fabrizio Spucches, raccontando il suo rapporto con il suo maestro. Nel vero senso della parola, visto che ha studiato nella factory toscana del fotografo fin da giovanissimo. «Era molto severo ma anche estremamente generoso e coerente. Siamo partiti insieme con questo documentario, cucendo insieme le vecchie interviste d’archivio. È impressionante perché lui dice e pensa sempre le stesse cose, anno dopo anno. È stata una persona estremamente fedele alle sue idee».

«Il lavoro sul documentario è stato complicato, anche perché la sua genesi è stata particolare. Ho iniziato a lavorarci nel 2019, insieme a lui, e per diversi anni abbiamo collaborato al montaggio. Oliviero ha visto molte stesure, molte revisioni del film. Mai avrei immaginato, da suo allievo, che un giorno avrei fatto un'intervista per parlare del mio documentario su di lui. La vita, in fondo, è fatta di sorprese. E Oliviero lo diceva sempre: non bisogna pianificare troppo, sono le sorprese a determinare davvero la nostra esistenza».

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