Anche le leggende del rock hanno i loro conti da regolare. Andy Summers e Stewart Copeland, rispettivamente chitarrista e batterista dei Police, hanno avviato una causa legale contro Sting, chiedendo una cifra che potrebbe superare i nove milioni di euro. Al centro della disputa ci sono le royalties generate dalle canzoni della band, in particolare quelle provenienti dallo streaming e dai download digitali.
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L'accordo dei Police sulle royalties in crisi per colpa di Spotify
Tutto ha origine da un patto siglato nel 1977, poi formalizzato e aggiornato negli anni successivi, che stabiliva come condividere i proventi dei brani tra i membri del gruppo. Secondo quell’intesa, chi contribuiva come arrangiatore aveva diritto a ricevere una percentuale – di solito il 15% – sulle royalties delle composizioni degli altri membri.
Con l’avvento dello streaming, però, il meccanismo tradizionale dei compensi è entrato in crisi, aprendo la porta alla disputa legale. L’udienza preliminare si è tenuta all’Alta Corte di Londra e riguarda proprio la ripartizione dei guadagni derivanti dai servizi digitali.
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Il punto di vista di Sting sullo streaming
Il cantante britannico contesta le rivendicazioni dei due ex compagni che si considerano "sottopagati". Secondo i suoi legali, i ricavi provenienti da piattaforme come Spotify o Apple Music rientrerebbero nella categoria di “pubblica esecuzione” e non in quella delle vendite di dischi, e quindi non sarebbero soggetti alla divisione prevista dagli accordi.
L’ultimo patto con la band risale al 2016, quando Sting aveva concordato di pagare Summers e Copeland ogni volta che una canzone dei Police veniva usata in televisione o al cinema. Nel 2022, inoltre, Sting ha venduto i diritti del suo intero catalogo musicale – dai Police alla carriera solista – alla Universal Music Group per circa 200 milioni di dollari.
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La richiesta di Summers e Copeland
Nonostante alcuni versamenti già effettuati – circa 870 mila dollari – Summers e Copeland ritengono che la cifra non sia sufficiente. I loro legali parlano di un importo complessivo che non dovrebbe essere inferiore a 8 milioni di sterline, circa 9,4 milioni di euro. Una somma che riflette non solo l’importanza storica dei Police, ma anche il peso economico del catalogo della band, ancora oggi molto redditizio grazie allo streaming e ai diritti per film, serie e pubblicità.