Non ci resta che piangere - 1984 - Massimo Troisi, Roberto Benigni - ITA

pascuccio TV 2026-01-18

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Non ci resta che piangere è un film del 1984 scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi.
Trama
1984, campagna toscana. Il bidello Mario e il maestro Saverio sono fermi a un passaggio a livello, in attesa che il treno passi. I due sono amici e si confidano a vicenda. Saverio tra l'altro è preoccupato della caduta in depressione di sua sorella per il fallimento della sua relazione con un ragazzo statunitense. L'attesa si protrae e decidono di percorrere una stradina tra i campi. Dopo un po' restano in panne con l'auto in mezzo alla campagna. Si fa sera, piove. I due trovano alloggio in una locanda per la notte, in cui si notano già candele, penna e calamaio. Salgono nella stanza e vi trovano già un'altra persona che dorme.

La mattina dopo, appena svegli, vedono, divertiti, l'ospite Remigio urinare dalla finestra, ma le loro risa vengono subito troncate dal sibilo di una lancia che lo uccide. Mario e Saverio scorgono fuggir via delle persone in mantello nero a cavallo, si precipitano al piano terra e trovano altre persone, vestite in modo molto strano. Increduli, si fanno dire da un uomo dove si trovano e scoprono di trovarsi a Frittole, un immaginario borgo toscano, nel "millequattrocento, quasi millecinquecento". Ritenendolo dapprima un terribile scherzo, debbono poi rassegnarsi alla dura realtà di essere giunti nel passato e si fanno ospitare da Vitellozzo, il fratello dell'uomo ucciso, il quale racconta loro di una terribile faida con un tale Giuliano Del Capecchio, che sta sterminando la sua famiglia. Giunti nel borgo, conoscono Parisina, madre di Vitellozzo e del defunto Remigio e iniziano a lavorare nella loro bottega di macelleria.

Nel contesto rinascimentale del borgo accadono gli episodi più disparati. Saverio sembra subito a suo agio, mentre Mario non vuole saperne di ambientarsi. Ben presto, però, durante una funzione religiosa, Mario fa la conoscenza di Pia, fanciulla di una famiglia ricca, e se ne innamora. Inizia a vedersi con Pia affacciandosi dal muro di cinta della casa di lei. Nel frattempo Vitellozzo viene arrestato e Saverio e Mario scrivono invano una lettera a Girolamo Savonarola per ottenere la sua liberazione.

Saverio non nasconde un certo fastidio per gli incontri tra Mario e la giovane Pia, continua a chiedere a Mario di domandare alla giovane se abbia una amica da presentargli e si lamenta del fatto che rimane sempre e solo lui a lavorare nella macelleria. Spinto dal suo ardore politico-intellettuale, convince il suo amico a mettersi in viaggio per la Spagna, onde raggiungere Cristoforo Colombo e dissuaderlo dal partire per le Indie e scoprire l'America, in modo che, nel futuro, sua sorella non possa incontrare il ragazzo statunitense che l'ha lasciata. In un luogo imprecisato i due si imbattono in una guerriera, Astriaha, che li intimidisce scagliando una freccia contro il loro carro.

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