Il braciere olimpico si è riacceso la sera del 26 gennaio dopo 70 anni esatti a Cortina D'Ampezzo, nella cinquantesima tappa del percorso della Fiamma verso le Olimpiadi invernali 2026. Arrivata nel pomeriggio nel territorio comunale, la fiaccola ha fatto il suo passaggio attraverso i luoghi simbolo e le venue di gara: lo storico trampolino olimpico di Zuel, il Tofane Alpine Skiing Centre a Rumerlo, il Cortina Sliding Centre e lo stadio del Ghiaccio Cortina Curling Olympic Stadium. La «City celebration» si è quindi conclusa in Largo delle Poste con l'inno della fiamma olimpica, il saluto del sindaco Gianluca Lorenzi, insieme ad Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e quello del Consiglio regionale Luca Zaia. Ad accendere il braciere gli ultimi tedofori: Carlo Calzà, pattinatore su ghiaccio a Cortina 1956, Bruno Alberti, portabandiera a Squaw Valley 1960, Manuela Angeli, pattinatrice su ghiaccio a Cortina 1956. La Fiamma è transitata lungo la valle del Piave e il Cadore, con un passaggio significativo stamattina a Longarone (Belluno), legata alla tragedia del Vajont. Tra i tedofori l'olimpionico Maurilio De Zolt e la campionessa paralimpica Alessia Scortechini hanno rappresentato il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, tra i primi a raggiungere il luogo del disastro del 1963.